CALABRIA: A pizza chi brocculi ‘ffucati di Rosa ed Io
CAMPANIA: Panini napoletani di Le Ricette di Tina
TOSCANA: Cecina di Non Solo Piccante
LOMBARDIA: La fitascetta di L’Angolo Cottura di Babi
VENETO: Pizza di polenta di Semplicemente Buono
FRIULI VENEZIA GIULIA: Strucolo de nose in straza (o Kuhani Struklji) di Nuvole di Farina
PIEMONTE: Polpetton di La Casa di Artù
EMILIA ROMAGNA: Erbazzone reggiano di Zibaldone Culinario
TRENTINO ALTO ADIGE: Strudel de patate di A Fiamma Dolce
LAZIO: Crostino con le alici di Chez Entity
LIGURIA: Fiori de succa friti di Un’arbanella di Basilico
UMBRIA: Torta al Testo di 2 Amiche in Cucina
MARCHE: La crescia sa i arvans di La Creatività e i suoi Colori
ABRUZZO: Pizza Rustica salata di In Cucina da Eva
PUGLIA: U' Calzon d'cpodd long o spnzal di Breakfast da Donaflor
Sicilia: Arancini Rustici
E non dimenticare di partecipare al mio contest “Arcobaleno in cucina”

Ogni zona della Sicilia ha la sua ricetta degli arancini, c’è chi li fa con il riso con il sugo, chi solo con lo zafferano, altri che usano un ripieno di melanzane (a Ragusa ad esempio), al pistacchio, con il pollo, con i funghi, con gli spinaci, ma anche versioni dolci preparati con il cacao e coperti di zucchero in occasione della festa di Santa Lucia, insomma “zona che vai arancino che trovi” ma vi assicuro che difficilmente trovate arancini non buoni! Come la ricetta degli arancini cambia da zona in zona anche il loro nome cambia perché passa da arancino ad arancina nella zona occidentale. Ma adesso parliamo un po’ della storia dell’arancino:
I vari ingredienti hanno, infatti origini diverse: quella araba per il riso e lo zafferano, quella francese per il ragù, quella spagnola per il pomodoro e quella greca per il formaggio. L’arancino rappresenta l’unione di tutti popoli che hanno vissuto in Sicilia, un miscuglio perfetto di sapori che bisogna assolutamente provare! Si possono ipotizzare diverse teorie riguardanti l’origine dell’arancino, alcuni pensano che la nascita di questa preparazione ebbe luogo nei ceti più alti della società siciliana come i conventi o le case baronali, secondo altri, invece, l’arancino nacque come piatto povero, di riciclo degli avanzi che le massaie da sempre sapevano riproporre in tavola con fantasia e grande conoscenza culinaria. La forma stessa dell’arancino cambia a seconda della parte della Sicilia dove vi trovate, a Palermo lo troverete tondo ed enorme, nel catanese ha una forma piramidale (nel mio paese invece è a cupoletta). Detto questo vi lascia alla ricetta e buon inizio settimana a tutti!!
Ingredienti per 4 persone:
- 300 g di riso superfino (per arancini)
- 150 g di polpa di vitello macinata
- 125 di passata di pomodoro
- 3 uova
- 50 g di pecorino grattugiato (consiglio la grana)
- 1 cipolla
- 100 g di tuma (o mozzarelle ragusane)
- Farina q.b.
- 90 g di pan grattato
- 100 g di piselli (io li ho omessi)
- 1 bustina di zafferano
- Sale e pepe
- Olio per friggere
PREPARAZIONE:
Lessate il riso in acqua salata (attenzione a mettere il sale o rischiate di farlo troppo salato), quando è al dente scolatelo. Bollite i piselli n acqua salata per 2 minuti, poi scolateli e cuoceteli per 5 minuti con un cucchiaio d’olio. Soffriggete la cipolla in un filo d’olio, poi unite la carne, salate e pepate e fate insaporire a fuoco vivo per un paio di minuti. Aggiungete la salsa di pomodoro e dopo 20 minuti anche i piselli (ho preferito non metterli perché cotti non riesco a mangiarli).
Unite lo zafferano alle 2 uova sbattute, quindi unite il tutto al riso messo in una ciotola, mescolate per bene ed aggiungete il formaggio.
Fate riposare il composto per un paio d’ore. Trascorso questo tempo prendete con un cucchiaio il composto e formate una pallina aiutandovi con le mani bagnate, fate un incavo al centro. Al suo interno ponetevi il macinato con i piselli e la tuma (o la mozzarella ragusana).
Chiudete il tutto con dell’altro riso e formate delle palline. Infarinate, passate nell’uovo sbattuto e poi nel pangrattato tutti gli arancini. (ok lo confesso: a me sono venuti tozzi e brutti)
Friggeteli in abbondante olio caldissimo finché non saranno dorati. Serviteli nei contenitori per alimenti Ecobio shopping!

Con questa ricetta partecipo al contest: Geografia in tavola
ed al contest: Dal Piemonte alla Sicilia




























